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22 agosto 2006

L’organizzazione umanitaria Nuove Frontiere ha lo scopo non solo RIDdi promuovere l’integrazione e tutelare gli immigrati, tutti i minori sfruttati e abusati, le donne alle prese con una gravidanza difficile residenti nel territorio di Roma e provincia, ma di essere anche un laboratorio di idee atte a migliorare la promozione sociale per la integrazione, la cooperazione e lo sviluppo dei popoli.
Gli scopi e gli obiettivi possono modificarsi previa delibera
Essa ha durata illimitata e non ha fini di lucro.

L’organizzazione propone di raggiungere i suoi fini di solidarietà attraverso le seguenti attività principali: Sportello on line di informazioni per gli immigrati, le donne in difficoltà nel portare 5x1000avanti una gravidanza, i minori.

Attività di promozione politica e/o legislativa a tutela dei diritti degli immigrati, dei minori e delle donne madri costituita il 26 agosto 2006. Organizzazione di eventi a cadenza minima bimestrale finalizzati alla socializzazione e integrazione, alla conoscenza dell’associazione e raccolta fondi per la stessa.

Attività di sensibilizzazione nei luoghi e nei tempi che si dimostreranno più appropriati.

Ma era proprio necessario costituire un’altra associazione?
Se la nostra iniziativa avesse solo fini filantropici o caritatevoli, la risposta è chiaramente no. Sarebbe bastato ad ognuno di noi iscriversi ad una delle tante associazioni di volontariato e soddisfare così le sue esigenze di sentirsi utile, di fare qualcosa per gli altri.
Ma noi abbiamo qualcosa da dire e da proporre. Alcuni condivideranno (speriamo e crediamo i più), altri no. Ma questo è secondario, perché ci sono cose che sentiamo giuste e urgenti.

Assistiamo ormai da tempo ad una costante e crescente involuzione a tutti i livelli: sociale, economico, politico.
I primi a farne le spese, come sempre nella storia, sono le fasce della popolazione più deboli e disagiate: minori, donne, immigrati.
Certi come siamo che tali disagi non sono figli del caso ma di un cattivo sviluppo ed ordine economico internazionale, riteniamo sia comunque doveroso dare il nostro apporto al fine di contrastarli.
E’ un periodo, quello che stiamo attraversando, estremamente delicato. Tante sono le incertezze, ma se non prendiamo provvedimenti adesso, domani potrebbe essere troppo tardi.
Il problema dell’integrazione, della difesa delle donne e dei minori, è la prima sfida che la città di Roma deve affrontare. Un’impresa forte per tempi “forti”. L’integrazione e la pacifica convivenza fra genti di diverse etnie e religioni è possibile laddove c’è uno Stato laico e democratico.
Una laicità e una democrazia non astratti ma che si concretizzano nella possibilità per ognuno di esprimere appieno il proprio potenziale umano, basato su principi e valori di appartenenza ma nel pieno rispetto di quelli altrui.
Quella che desideriamo è una integrazione che non sia livellatrice delle diversità ma al contrario capace di svilupparle e valorizzarle.
Siamo fieri di essere romani, di vivere in una città nel cui territorio sorgono chiese, sinagoghe e moschee, scuole di diversa matrice religiosa e culturale, perché il rispetto delle diversità è ciò che la nostra millenaria storia ci ha insegnato per crescere e vivere in pace.
Ma tutto questo va difeso con tenacia, oserei dire con ostinazione.
La sfida di questi tempi è e sarà quella di conciliare democrazia e diritti da una parte e sicurezza dall’altra, almeno fino a quando il virulento contrasto nord sud non scemerà di tono.
La pace e la concordia, proprio come un fiume, fanno da sempre lo stesso tragitto: nascono nel cuore, attraversano la mente e sfociano in parole e azioni.

La scuola, diversa per credo e “mission” ma uguale nel rispetto dei valori della costituzione e della laicità dello Stato, in tutto questo assume un ruolo nevralgico e decisivo.
Riteniamo che la battaglia all’evasione scolastica, soprattutto da parte di minori extra comunitari (almeno per quanto concerne la realtà di Roma e provincia), sia la chiave di volta per avere non solo un futuro, ma già un presente migliore in grado di riaprire gli animi alla speranza di un domani diverso.
Garantire l’istruzione oggi vuol dire non solo avere l’integrazione ed una convivenza pacifica domani, ma “di- sinnescare i cuori”, arrestare un processo strisciante di incomprensioni e prime manifestazioni di intolleranza.
Anche le donne rischiano nei fatti di vedere compromessi diritti che tanto faticosamente hanno ottenuto nel corso degli ultimi decenni.
Ne sono sintomi: gli ultimi casi di omicidio, gli episodi sempre più frequenti di violenza sessuale, il dilagare della prostituzione (molte sono minorenni extra comunitarie), il ritorno all’infausta pratica dell’aborto clandestino (anche qui fra le donne extra comunitarie) e non da ultimo la scarsa presenza femminile in politica così come nei quadri dirigenti “tout court”.
Noi abbiamo particolarmente a cuore le tante donne che affrontano il dramma dell’aborto a causa di difficoltà economiche, lavorative, di alloggio, o semplicemente perché lasciate completamente sole. Siamo convinti che la società e le istituzioni possano e debbano fare di più e noi siamo qui per essere coautori del cambiamento.
Nuove Frontiere ha in animo di agire attraverso:
Progetti pilota e microrealizzazioni mirate;

Azioni propositive che possono concretizzarsi in petizioni popolari e/o proposte di legge;

Campagne di sensibilizzazione nelle scuole, nelle università, ovunque sarà possibile.

La solidarietà non deve essere un momentaneo stato emozionale, ma la determinazione ferma e costante di impegnarsi per il bene comune, per questo vi chiediamo di appoggiare e sostenere Nuove Frontiere.

 

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